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Banco di Sicilia | Fondazione Sicilia

Banco di Sicilia (1867 - 1991)

Archivio

4.622 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Consistenza: 4.622 unità archivistiche contenute in 337 volumi e in 10 faldoni.

L’archivio storico del Banco di Sicilia è molto ampio e rispecchia in termini documentali molte delle attività che nei decenni si sono svolte presso l’istituto. La documentazione, in termini cronologici, parte con la ri-fondazione dell’istituto (post Unità d’Italia) nel 1867 e arriva fino alla sua trasformazione in società per azioni nel 1991 con differenti gradi di completezza.
L’archivio è stato dichiarato di «notevole interesse storico» nel 1973 con decreto del Ministero dell’Interno ai sensi del d.p.r. 30 settembre 1963, n. 1409.
L’archivio nella sua interezza è molto vasto e conserva sia le serie archivistiche relative all’attività istituzionale, amministrativa e contabile, sia quelle riguardanti lo specifico dell’attività di banca. Inoltre conserva anche fondi «aggregati» precedenti alla sua costituzione (la Tavola pecuniaria di Palermo e quella di Messina con documenti compresi tra il 1552 e il 1857 o ancora il Monte di Pietà di Palermo, le Casse di corte di Palermo e Messina ecc.).
In questo intervento sono stati inventariati i seguenti segmenti:
- Norme, Statuti e Regolamenti dal 1869 al 1978 (104 unità raccolte in faldoni),
- Verbali del Consiglio Generale dal 1867 al 1991 (28 volumi/registri di grande formato per complessive 558 unità).
- Verbali delle sedute del Consiglio di Amministrazione dal 1867 al 1991 (309 volumi/registri di grande formato per complessive 3.661 unità)
A parte per la serie degli Statuti, creata in maniera non originaria ma in fase di conservazione dell’archivio storico (v. introduzione alla serie), per le altre due serie il primo passo è stato quello di individuare l’unità archivistica. Questa è stata riconosciuta nella seduta di Consiglio di Amministrazione e di Consiglio Generale, coerentemente con la produzione del singolo verbale che ne rappresenta l’esito trascritto. Inizialmente i verbali sono composti da pochi fogli; negli anni i fogli di un singolo verbale aumentano fino a comprendere anche metà volume.
- Tracciato descrittivo dell’unità archivistica
Nel campo titolo viene riportato il numero del volume, un “titolo attribuito” e la data della riunione, oltre al numero della “tornata”/seduta/verbale originale o attribuita, soprattutto per quanto riguarda le riunioni iniziali che venivano svolte in più giornate; gli “estremi cronologici” rappresentano nei fatti la data della riunione, come riportata nel verbale; il “contenuto” che descrive sostanzialmente l’Ordine del giorno della seduta, come riportato nel verbale o con le integrazioni necessarie alla descrizione appuntate dall’archivista tra parentesi quadre; le “note” che riportano eventuali precisazioni.
Il campo “segnatura” è particolarmente importante perché costruito in una forma “parlante”: riporta, infatti, in sequenza, il numero del volume, la data, le pagine che compongono l’unità archivistica (es. 001_1871-12-06_269-291). La segnatura è univoca. Ma soprattutto la “stringa” viene utilizzata per la scansione delle pagine del verbale: rappresenta il nome del file a cui viene aggiunto un progressivo numerico _001, _002, _003 per le singole pagine digitalizzate. Tale stringa, se riordinata alfanumericamente, riporta la sequenza corretta delle pagine nello svolgimento del volume e dell’intera serie archivistica.

Come si vedrà anche nella descrizione delle serie Consiglio Generale e Consiglio di Amministrazione, una considerazione particolare riguarda la descrizione del “contenuto” della singola unità archivistica che, come visto sopra, è rappresentato in maniera puntuale dall’indicazione dell’Ordine del giorno della seduta. Nel periodo che va dalle origini e per tutto l’Ottocento le “voci”, i punti all’Ordine del giorno, non sono riassunti a inizio verbale, ma riportati come annotazioni a margine dell’intero verbale; a partire dai primi del ‘900 (si vedano le specifiche delle due serie), con regolarità, l’Ordine del giorno della seduta comincia a comparire ad apertura del verbale, nella forma che possiamo definire più moderna e che ancor oggi viene così formalizzata per questo tipo di documentazione.

Riguardo agli aspetti “estrinseci” si segnala che i verbali del Consiglio Generale sono manoscritti dal v. 1 al vol. 15, poi dattiloscritti; per il Consiglio di Amministrazione sono manoscritti fino al volume 86, poi dattiloscritti.

Oltre alla descrizione inventariale una parte della documentazione è stata sottoposta a scansione.
Per ogni unità archivistica, sia del Consiglio Generale sia del Consiglio di Amministrazione sono state effettuate le seguenti operazioni di trasposizione in digitale.
- Verbali del Consiglio Generale e del Consiglio di Amministrazione: per ogni unità archivistica (ovvero il Verbale della singola seduta) sono state digitalizzate le pagine di “apertura” della seduta che riportano l’Ordine del giorno. Per le riunioni più antiche del Consiglio Generale, tutte quelle manoscritte (fino al vol. 15 compreso) sono state completamente digitalizzate e allegate alle descrizioni inventariali; per i volumi successivi, dattiloscritti, sono state digitalizzate solo le pagine iniziali contenenti l’Ordine del giorno e i presenti alla riunione. Per i verbali del Consiglio di Amministrazione fino agli anni Trenta del ‘900 ove nei verbali manoscritti l’Ordine del giorno è spesso riportato sul margine sinistro nello svolgimento del verbale, l’unità è stata digitalizzata nella sua interezza (tutte le pagine del verbale). Quando i verbali cominciano ad essere un po’ più strutturati nella forma (a partire dal vol. 40) e poi con tutti quelli dattiloscritti (a partire dal vol. 87) che riportano l’Ordine del giorno in apertura della seduta, sono state scansite solo le pagine iniziali. La scansione delle pagine di apertura della riunione permette anche di consultare la lista dei presenti o assenti, ovvero i componenti/membri di Consiglio, che in questa fase, per ragioni di economia di tempi e costi, non sono stati rilevati in termini di descrizione inventariale. Nel caso dei Verbali dei Provvedimenti d’urgenza, della trascrizione di Leggi o Decreti, questi sono stati interamente digitalizzati.
- La sottoserie degli Statuti (all’interno della serie Norme, Statuti e Regolamenti) è stata digitalizzata.
Passando agli aspetti più tecnici della digitalizzazione, questa è stata effettuata attraverso uno scanner planetario a luce fredda, formato A2 Plus (64x42) con sensore CCD lineare con possibilità di ripresa diretta, con vetro o con supporto a “v” (utile per i volumi con dorso danneggiato che al momento non ci sono). Lo scanner permette di ospitare volumi con altezza massima nel dorso di 15 cm (al momento il volume più alto individuato in archivio ne misura 12). Il modello dello scanner, che è nuovo e dedicato in esclusiva a questo progetto, è Bookeye5 V2 Archivepro 600.
Le scansioni sono state effettuate per singola pagina, a colori, 400 DPI max. I formati dei file, la cui denominazione è univoca, ordinabile automaticamente secondo la segnatura (v. sopra), sono stati prodotti in formato TIFF, Jpg, PDF multiplo.

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Compilatori

  • Antonella Bilotto (curatore inventario)