Banco di Sicilia (1867 - 1991)
Tipologia: Ente
Tipologia ente: Ente di credito, assicurativo, previdenziale
Condizione: pubblico
Sede: Palermo
Il Banco di Sicilia, il maggiore istituto di credito dell’isola, come pure il Banco di Napoli, deriva dal Banco delle due Sicilie. Operava in Sicilia attraverso due stabilimenti: uno a Palermo e uno a Messina. Nel 1860 assunse la denominazione di Banco di Sicilia, nel momento dell’Unità d’Italia. Nel 1867 venne riconosciuto per legge quale istituto di emissione (legge 11 agosto 1867, n. 3.838) e come ente morale e giuridico autonomo, gestito, sotto la sorveglianza governativa, da propri organi amministrativi. A partire dal 1870 fu autorizzato ad aprire filiali e succursali, prima in Sicilia poi nel resto dell’Italia e nelle Colonie (ad es. Tripoli). Come detto, era un istituto di emissione autonomo: infatti, riorganizzatene le modalità nel 1874 e ancora con la riforma bancaria del 1893, nell'ambito della neo costituita Banca d’Italia (legge n. 449 del 10 agosto 1893) che unificò l'emissione della moneta, rimase tale, insieme al Banco di Napoli, fino alla riforma bancaria del 1926. Con la riforma bancaria del 30 giugno 1926 il Banco perse il diritto di emissione, ma ottenne lo statuto di istituto di diritto pubblico. Tra il 1926 e il 1929 l’Istituto dovette “ristrutturarsi” e riorganizzarsi per volgersi verso un modello più commerciale. In termini organizzativi furono anni difficili dati anche dalla tenuta delle funzioni amministrative da parte di un Collegio Commissariale. Nei termini dell’attività bancaria il banco aveva istituito accanto alla Sezione di Credito agrario, ai primi del ‘900, quella della Cassa di Risparmio, per raccogliere i depositi dei piccoli risparmiatori siciliani; a partire dal 1927 si aggiunsero le sezioni speciali di Credito minerario (1927), fondiario (1928) e successivamente industriale (1944), finanziamento delle opere pubbliche (1959). Le varie Sezioni operavano accanto all’Azienda bancaria che, oltre a compiere tutte le operazioni di banca assunse la partecipazione in imprese nazionali con carattere di pubblico interesse. Promosse speciali operazioni di credito e favorì, soprattutto nel primo ‘900, il progresso e il potenziamento economico non solo della Sicilia. Accanto all’attività strettamente bancaria l’istituto diede vita e sostenne enti e organi speciali, tra cui l’Istituto Vittorio Emanuele III per il bonificamento della Sicilia, il Consorzio dei Magazzini Generali della Sicilia, l’Azienda per lo sviluppo turistico della Sicilia, ecc. e pure in ambito di assistenza sociale e culturale distribuì larga parte degli utili di gestione, quella parte non destinata ad aumentare il fondo di riserva. Lungo i primi decenni, subito dopo i problemi “interni” della fine degli anni ’20 a cui si aggiunse la crisi del 1929, altri periodi complicati caratterizzarono gli anni ’30 e ’40: gli effetti della crisi economica e la Seconda Guerra Mondiale con sacrifici e impiego di personale richiamato alle armi oltre ai danni alle strutture; e ancora i rapporti con la Banca d’Italia e il governo centrale, ecc. Un nuovo periodo di commissariamento caratterizzò il Banco tra il 1943 e il 1950. Nel 1967 scoppiò il cosiddetto "scandalo del Banco di Sicilia" con l’arresto del presidente del Banco, Carlo Bazan, con l'accusa di peculato insieme a politici e funzionari, in seguito assolti. Il Banco di Sicilia tra gli anni '70 - '80 crebbe e operò anche in Europa con le filiali di Londra, Francoforte sul Meno, Copenaghen e Parigi, negli USA a New York e negli Emirati Arabi ad Abu Dhabi. La riforma bancaria del 1990, nota come Legge Amato (n. 218 del 1990), ha portato alla privatizzazione delle banche pubbliche italiane, trasformando gli istituti di diritto pubblico in società per azioni. Le Fondazioni di origine bancaria, inizialmente controllanti, sono diventate enti privati che perseguono scopi di utilità sociale.
Cenni sull’organizzazione
A partire dallo Statuto emesso con Regio decreto del 1867 il Banco è amministrato da un Consiglio Generale, da un Consiglio di Amministrazione Centrale, e da Consigli Amministrativi speciali o di Sede.
In origine il Consiglio Generale è composto dalla rappresentanza delle città di Palermo, di Messina (di Catania e di Girgenti dal 1871) e dalle città dove viene istituita una Sede. Per Palermo concorrono: il Sindaco, il Presidente della Camera di commercio, il Presidente del Tribunale di commercio e 14 membri elettivi nominati (4 dal Consiglio provinciale, 4 dal Consiglio comunale, 4 dalla Camera di commercio, 2 dalla Camera di disciplina degli avvocati). Per Messina concorrono: il Sindaco, il Presidente della Camera di commercio, il Presidente del Tribunale di commercio e 6 membri elettivi nominati (2 dal Consiglio provinciale, 2 dal Consiglio comunale, 2 dalla Camera di commercio). Per le altre Sedi concorrono 6 membri elettivi come per Messina (e dal 1871 Catania e Girgenti). Fanno anche parte del Consiglio Generale i componenti del Consiglio di Amministrazione Centrale ma senza diritto di voto nelle deliberazioni (es. quelle legate al Conto consuntivo) che li coinvolgono direttamente come amministratori. I Consiglieri del Consiglio Generale inizialmente restano in carica tre anni, sono rieleggibili, vengono rinnovati per un terzo e non ricevono compensi. Il Consiglio Generale nomina anche il Delegati supplenti (2 per il Consiglio di Amministrazione Centrale, 1 per ogni Consiglio amministrativo speciale nella singola sede). Il Consiglio Generale si riunisce ogni anno il 1 marzo in sessione ordinaria. In sessione straordinaria viene convocato dal Governo o su domanda del Consiglio di Amministrazione Centrale, del Presidente in accordo con almeno 4 membri del Consiglio Generale. In sessione ordinaria viene eletto il Seggio Presidenziale (Presidente, Vice Presidente, Segretario, Vice Segretario).
Il Consiglio Generale ha la suprema vigilanza sull’indirizzo amministrativo del Banco. Discute e approva il Bilancio preventivo e il Conto consuntivo. Delibera sui ruoli organici (Segretario Generale, Direttori, Impiegati, spese straordinarie), sulle transazioni, alienazioni e permuta di beni immobili, sulle modifiche di Statuto e Regolamento, sull’apertura di Sedi e Succursali, nomina due Censori per la Sede Centrale e uno per ogni Sede, nomina le Commissioni sull’esame del Bilancio o sui vari temi.
Nei decenni e in relazione alle varie riforme statutarie cambia nella sua formazione e definisce i particolari di alcune sue funzioni (si veda anche la serie Statuti).
Il Consiglio di Amministrazione Centrale in origine si compone del Direttore Generale, che ne è anche il Presidente, di 4 Delegati scelti dal Consiglio Generale tra i suoi membri residenti in Palermo, e di due membri nominati dal Governo.
Il Consiglio di Amministrazione Centrale si riunisce ogni settimana in tornata ordinaria. Delibera sugli affari amministrativi del Banco non riservati al Consiglio Generale e formula proposte (spesso da sottoporre al Consiglio Generale) quali: progetti di Bilancio, Conti di cassa, prepara e giustifica il Conto consuntivo, prepara le Situazioni mensili per ogni sede, ripartisce i fondi disponibili per le varie sedi, stabilisce la ragione dello sconto sugli interessi e sulle operazioni, propone i ruoli del Personale (Segretario Generale, Direttore Generale, Direttori di sedi, Impiegati), governa su attività disciplinari, stipendi, verifiche di cassa e su attività di banca varie. Il Consiglio di Amministrazione è convocato e presieduto dal Direttore Generale
I Consigli amministrativi speciali di Sede si compongono di un Direttore locale che ne è Presidente, di un Delegato scelto dal Consiglio Generale tra i suoi membri residenti nella città dove esiste la Sede e di un Consigliere delegato dal Consiglio di Amministrazione Centrale col titolo di Ispettore (fino al 1870 nominato dal Governo).
A partire dal 1895 il Banco viene definito pubblico stabilimento di credito, autonomo, sottoposto alla vigilanza del Ministro del Tesoro. Governato dai consueti organi amministrativi (v. sopra), questi vengono solo modificati nel numero dei membri che al loro interno rappresentano le istituzioni. A questa data i membri del Consiglio Generale sono il Sindaco di Palermo, il Presidente del Consiglio provinciale di Palermo, il Presidente della Camera di commercio di Palermo, tre delegati eletti dal Consiglio comunale, uno dal Consiglio provinciale e uno dalla Camera di commercio di Palermo, dai Sindaci di Messina, Catania, Girgenti, di un Delegato eletto dai Consigli provinciali di Catania, Messina, Girgenti, Caltanisetta, Siracusa e Trapani; di un Delegato eletto dai Consigli della Camera di commercio di ognuna delle sedi del Regno in cui ha sede il Banco; dal Direttore Generale e due Consiglieri amministrativi eletti dal Governo. Le cariche hanno durata biennale.
Il Consiglio di Amministrazione in parallelo, a questa data, si compone di: un Direttore Generale, tre Delegati scelti dal Consiglio Generale tra i suoi membri (più uno supplente), due componenti nominati dal Governo su proposta del Ministro del Tesoro. Il Direttore Generale è nominato con decreto su proposta del Ministro del Tesoro.
Negli anni altre modifiche legislative e statutarie intervengono fino a che il Regio decreto n. 2211 del 27 novembre 1927 sancisce che il Banco di Sicilia è istituto di credito di diritto pubblico, avente propria personalità giuridica e gestione autonoma e sottoposto alla vigilanza dei ministeri competenti. È amministrato come in passato, anche se la composizione del Consiglio Generale cambia nei termini seguenti. Il Consiglio Generale viene costituito con Decreto Reale, su proposta del Ministro per le Finanze, di concerto con quello per l’Economia Nazionale, per ogni biennio, e si compone come segue:
a) del capo del Comune di Palermo; b) del capo dell’Amministrazione provinciale di Palermo; c) di un rappresentante degli agricoltori, uno degli industriali ed uno dei commercianti della provincia di Palermo, da scegliersi su terne proposte dal Consiglio provinciale dell’economia di Palermo; d) di un rappresentante per ogni provincia in cui il Banco ha una Sede o una Filiale, da scegliersi su terna proposta dal rispettivo Consiglio provinciale per l’economia; e) del Direttore Generale; j) di due Consiglieri di Amministrazione di nomina governativa. Con lo stesso Decreto Reale viene nominato il Presidente del Consiglio Generale. Il Consiglio elegge nel proprio seno il Vice Presidente ed il Segretario.
In linea generale – a partire dagli anni ’50 - il Banco di Sicilia, molto stabile nella struttura delle funzioni amministrative principali, esplica la sua azione attraverso l’Amministrazione Centrale e la Direzione Generale site nella Sede di Palermo. Le due funzioni operano negli “stabilimenti” che a loro volta si “qualificano” in Sedi, Succursali, Agenzie e Rappresentanze.
Il Banco di Sicilia ha anche delle Sezioni Speciali che sono:
a) Sezione di Credito agrario e peschereccio
b) Sezione di Credito fondiario
c) Sezione di Credito minerario
d) Sezione di Credito industriale
(dopo il 1959 anche la Sezione finanziamento delle Opere Pubbliche).
L’esame dei Conti consuntivi è affidato ai Consiglieri Censori delle varie sedi in seguito a Revisori dei Conti), uniti in Comitato. Le sedute del Consiglio Generale NON sono pubbliche. Il Segretario ne redige il verbale che viene in seguito approvato dall’Assemblea. Il Consiglio Generale elegge il Consiglio Centrale e i Consigli locali di Amministrazione.
Per le ulteriori evoluzioni si veda la serie degli Statuti o i singoli verbali di Consiglio Generale o del Consiglio di Amministrazione.
Accanto ai due organi sopra descritti a partire dal 1941 vi è anche un Comitato Direttivo che con lo Statuto del 1952 diventa Comitato Esecutivo. Il Comitato Esecutivo è composto: 1) dal Presidente del Consiglio di Amministrazione, che lo presiede; 2) da quattro Consiglieri di Amministrazione. Il Comitato Esecutivo sovraintende all’ordinaria amministrazione del Banco di Sicilia ed esercita le attribuzioni che gli sono delegate dal Consiglio di Amministrazione. Nei casi di urgenza delibera anche su affari o argomenti di competenza del Consiglio di Amministrazione.
Complessi archivistici
- Banco di Sicilia (1867 - 1991)
Fonti
- Cusumano = Cusumano Vito, Storia dei Banchi di Sicilia, 1877-1892
- Giuffrida 1968 = Giuffrida Romualdo, Il Banco di Sicilia e l'espansione della Banca Nazionale (1860-1862), Salvatore Sciascia editore, 1968
- Scelta 1997 = Scelta Carmelo, Il Banco di Sicilia: analisi di una mutazione bancaria, EPOS, 1997
- Asso = Storia del Banco di Sicilia, Donzelli, 2017
Compilatori
- Schedatura: Antonella Bilotto (curatore inventario)
Link risorsa: https://fondazionesicilia.archimista.com/creators/367